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Aderire al fondo complementare riservato alla propria categoria professionale significa avere meno costi e performance migliori.

Anche quest’anno stiamo assistendo – in coincidenza con la dichiarazione dei redditi – alla periodica ‘offensiva’ dei promotori delle varie compagnie assicurative, o degli istituti bancari di rilevanza nazionale ed europea, nei confronti dei liberi professionisti e in particolare verso i medici e gli odontoiatri, per offrire i loro prodotti finanziari proponendo la sottoscrizione di un fondo pensione complementare.
A proposito, va ricordato che noi medici e odontoiatri possiamo usufruire di FondoSanità, il nostro fondo pensione complementare di categoria.Il periodo scelto per la campagna promozionale da parte degli operatori finanziari non è casuale, perché come anticipato, questo è il tempo delle tasse e quindi un momento in cui siamo più sensibili alle proposte che ci consentono di ridurre l’importo da versare al fisco.
Il versamento a un fondo pensione complementare nella misura massima deducibile (5.164,57 euro) consente, infatti, un risparmio fiscale immediato rapportato alla propria aliquota fiscale che può arrivare anche a superare i duemila euro: soldi che ci rimangono in tasca.
FondoSanità, per la sua stessa natura di fondo negoziale senza fini di lucro non mette in campo un esercito di promotori finanziari per un contatto così capillare, ma conta sulla competenza, sulla serietà e sulla propria storia per offrire un’opportunità di investimento previdenziale sicuramente più conveniente.
La promozione dell’importanza e della utilità di FondoSanità avviene attraverso gli eventi formativi in tema di previdenza promossi dagli Ordini e attraverso il passaparola tra i propri conoscenti.
Non sempre però si riesce a fornire alla grande platea dei medici e odontoiatri tutte le informazioni sulle opportunità e sui vantaggi che derivano dal privilegiare l’adesione a FondoSanità rispetto a quella di aderire a un fondo aperto che è comunque più costoso e spesso meno performante.
Voglio quindi provare a spiegare sinteticamente il valore della scelta a favore di FondoSanità.
Prima di tutto, il vantaggio della deducibilità fiscale dei contributi e le altre agevolazioni previste dalla legge sono comuni a tutti i tipi di fondi pensione (fondi aperti, chiusi o Pip). La differenza tra un fondo pensione aperto o un Pip (che definisco “commerciali”) e FondoSanità (che è un fondo pensione chiuso) sta nel fatto che il nostro – non avendo scopo di lucro e quindi obiettivi di distribuzione di dividendi agli azionisti – non ha i costi che inevitabilmente hanno tutti i fondi commerciali. Costi maggiori che si riversano inevitabilmente sui rendimenti.
La Covip, autorità di vigilanza sui fondi pensione, ha calcolato che un maggiore costo di commissione del solo 1 per cento l’anno comporta, alla fine del periodo contributivo, una differenza di performance che arriva fino al 20 per cento. Il massimo di commissioni applicate da FondoSanità si attesta circa allo 0,31 per cento mentre per i fondi aperti e Pip si arriva anche al 2,5 per cento.

Cosa fare perciò per ottimizzare i nostri investimenti?
La prima regola è: non voler buttar via i soldi!
La seconda consiglia di non aderire a un fondo aperto nel caso se ne abbia a disposizione uno di categoria (e i medici e gli odontoiatri, come detto, hanno FondoSanità).
La terza e ultima regola dice: se hai già aderito a un fondo pensione aperto passa velocemente a FondoSanità: la legge lo consente e soprattutto lo consiglia il buon senso.
Molti colleghi, a cui faccio i miei complimenti perché sono stati previdenti, hanno infatti già in essere la contribuzione a un fondo aperto. A loro in particolare rivolgo l’invito a valutare l’opportunità di passare a FondoSanità, ottimizzando così il proprio risparmio previdenziale.
Come ho avuto modo di sentire spesso molti tra i colleghi ‘previdenti’ hanno difficoltà a chiedere di trasferire la loro posizione previdenziale a FondoSanità perché l’adesione al fondo aperto è avvenuta attraverso un amico promotore o assicuratore.
In un’ottica di realismo, prendiamo atto che l’amico promotore il guadagno lo ha già realizzato con la sottoscrizione del contratto e consideriamo che quando si tratta di risparmio previdenziale, si deve fare il proprio interesse in previsione del futuro, nostro e dei nostri familiari.
Facciamoci guidare dai numeri e non da remore o pigrizia!
Ulteriore e ultima considerazione: se quell’assicuratore è veramente un amico dovrebbe lui stesso consigliarci di passare al fondo negoziale di categoria e, quindi, a FondoSanità.
Se non ci consiglia bene che amico è?

Carlo Maria Teruzzi

(Presidente di FondoSanità)

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